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Hanno scritto di Elio Pastore:


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Artitalia Guido Folco Gian Giorgio Massara
Francesco Lodola
Antonio Lo Campo Micaela Savant Aleina Anna Maria Bonavoglia
Carlo Palladino Simone Fappanni Marcello Castellana
Massimo Condolo TiscaliArte Sara Peirone
Anna Maria Sarno      
  Artitalia

Testo critico apparso sulla "Guida all'investimento artistico", Artitalia edizioni, Milano 2009.

La ricerca di Elio Pastore parte dalla fotografia, per approdare alle potenzialità espressive della digital art. E' un'arte caleidoscopica, che trova la sua originalità nella creazione di universi mentali, della coscienza. Tramite astrazione e virtualità, mira a trovare un'unione tra realtà e idealità, trasportando il fruitore nel suo universo emozionale.
La pittura digitale diventa il medium privilegiato per dare supporto alle regole del caos, cui è sottoposta l'esistenza. Come un moderno simbolista, analizza i fenomeni percettivi, in un clima visionario che trae linfa vitale dagli antichi miti e dal fantasy, attualizzando l'arte del passato con le nuove tecnologie, plasmando nuove realtà dimensionali. Arte come galassia di forme in continua metamorfosi, finestra su mondi indecifrabili, visione di connessioni cellulari; concepita per testimoniare la correlazione fra l'infinitamente piccolo e l'infinitamente grande.
Guardare i lavori pluridimensionali di Pastore è un esercizio di percezione dei volumi, un'esplorazione di nuovi confini spazio-temporali, dove l'essere è fuso nella materia. I colori cangianti, che fendono la superficie pittorica, la modellazione digitale delle forme, avvolgono ipnoticamente il fruitore, mettendolo in relazione con un luogo di contemplazione. Un altrove veicolo di quella esperienza estetica ed estatica, che conduce alla percezione dell'esistenza attraverso i sensi.

  Guido Folco

Testo critico pubblicato sulla rivista mensile 'Italia Arte" (dicembre 2009)

L'artista sperimenta i nuovi strumenti dell'arte con la consapevolezza di creare inevitabilmente un linguaggio nuovo, quindi assolutamente libero da schemi preconcetti e da correnti del passato o del presente. L'arte di Elio pastore è quindi espressività del futuro perché realizzata a colpi di pixel e non di pennello, grazie alla computer grafica e all'utilizzo di nuove metodologie di stampa su supporti inusuali.
Il merito maggiore di Pastore, oltre all'abilità tecnica e alla fantasia, è l'aver trovato una coerenza profonda tra rappresentazione e mezzo di comunicazione, riuscendo a valicare i confini del noto per addentrarsi, moderno Ulisse, in terre ancora sconosciute. I soggetti delle sue opere risentono di tale impostazione mentale e creativa, vagando libere in uno spazio indefinito che assume la valenza di metafora della conoscenza dell'uomo e dell'uomo contemporaneo alla ricerca di se stesso.
"Spirito di bellezza", "Fuga dalle tenebre", "La danza delle comete", alcuni titoli delle sue ultime opere, fanno parte di un immaginario collettivo fra universi fantasy, illusionismo magico, idealismo estetico e raccontano il desiderio di purezza e di armonia cosmica, così necessario all'umanità di oggi. Pastore dialoga con una e tante nuove realtà, rese possibili dalla tecnologia e, quindi, dall'intelligenza e dalla scienza dell'uomo. In questa terza dimensione dell'arte e del pensiero l'artista trova lo spirito che mosse gli antichi a indagare nuove formule dell'espressione, aprendo una finestra su mondi inesplorati.

Commento all'opera "On flight", 5° premio assoluto al Concorso Internazionale Italia Arte 2009, dal catalogo della mostra (Torino, Villa Gualino, marzo 2009)

'On flight'La tecnica al servizio di un'arte nuova: il volo di Pastore incanta per rigore formale, leggerezza strutturale, ritmica alternata di linee, raffinata ricerca sul materiale che unisce antico spirito e contemporanea sperimentazione del segno.



Commento all'opera "The crystal planet", dal catalogo della mostra Internazionale Italia Arte (Torino, Villa Gualino, aprile 2010)

'The crystal planet'Un pianeta di cristallo: la tecnica originale e splendidamente realizzata del maestro si unisce all'idea di creare questa serie di opere ad incisione laser su alluminio, che piace per rigore e nettezza che interpretano perfettamente il senso onirico e metaterreno dell'opera. un viaggio ai confini dell'arte.

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  Gian Giorgio Massara

Commento all'opera "L'ombra dello Spirito", dal catalogo della mostra "Il lino e la tela - La Sindone: la storia, il percorso, il mistero"(Torino, Consiglio Regionale del Piemonte - URP, aprile-maggio 2010;Torino, Torino Art Gallery, giugno 2010; Bene Vagienna, Confraternita di San Bernardino dei Disciplinanti bianchi, luglio 2010)

'L'ombra dello spirito'"L'ombra dello Spirito" s'intitola l'opera digitale su tela di Elio Pastore, che nella sua produzione artistica attuale vuole "avvicinare la realtà visiva a una realtà ideale".
In un paesaggio nel quale i confini terra-cielo si confondono e si integrano, appare il volto sindonico recante evidenti i segni delle ferite prodotte dalla corona di spine. A margine, oltre l'immagine, le striature conferiscono maggiormente il senso del mistero.

Commento all'opera "Prospettive di volo", dal catalogo della mostra "Arte in volo" (Torino, Torino Art Gallery, maggio 2009; Torino, Consiglio Regionale del Piemonte - URP, giugno-luglio 2009; Bene Vagienna, Palazzo Lucerna di Rorà, gennaio-marzo 2010)

'Prospettive di volo (omaggio al futurismo)'S'è celebrato quest'anno in tutta Italia il centenario del Manifesto futurista che inneggia alla velocità, al rumore, alle novità: l'autore, proprio in tale temperie culturale, pone la propria opera dominata da elementi in volo che la luce rivela in modo violento ma effimero, sicché il gioco della prospettiva varia confondendosi con l'elemento di fondo dai sensibili accordi cromatici.

 

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  Anna Soricaro
Testo critico della mostra "Cosmogonìe digitali " (Barletta, maggio 2008)

Muovendosi in una direzione artisticamente nuova, aspirando ad analizzare i fenomeni percettivi, Elio Pastore individua una scienza dell'arte singolare e geniale.
La geometria e la fisica sono i termini di valutazione ricorrenti che divengono elementi di un linguaggio universale che si trova alla base di ogni opera d'arte, linguaggio che diviene nuovo strumento artistico, ma anche atteggiamento di vita: l'alternanza di colori che oscillano dal rosso, giallo, verde al bianco e nero rimanda alla 'scacchiera della vita' intrisa di alti e bassi, gioia e dolore. Le immagini sono vere e proprie illusioni ottiche e serbano un esclusivo processo di percezione che rende l'osservatore partecipe dell'opera attraverso la reazione/interpretazione davanti ad essa.
Un linguaggio, pertanto, nuovo, pulito, scientifico. L'innovazione apportata da Pastore sta anche nei materiali: il computer e l'alluminio sono rispettivamente il mezzo e uno dei supporti, senza abbandonare la 'vecchia' tela e la 'consueta' intrusione pittorica; pertanto, in un iter nuovo nell'approccio con l'osservatore, l'idea è il volano dell'artisticità.
'Opere allargate' definirei quelle di Pastore, perché la definizione di ogni lavoro viene ultimata e determinata dalla percezione di chi guarda e solo così la forma si definisce.
Il digitale è impiegato attraverso i frattali, la modellazione, il rendering 3D, la pittura digitale, tecniche a volte sovrapposte, senza mai partire da una immagine fotografica, tutto realizzato e sviluppato al computer. Le incisioni laser apportano una elevata riforma nell'arte poiché sono incisioni per punti piccolissimi, inferiori agli stessi pixel, di una lastra di metallo nera che consente di ottenere un effetto monocromatico eccezionale.
Reinventando la grafica moderna Elio Pastore si distingue nel binomio tecnica - qualità, poiché introduce rinnovamento nella formulazione artistica ed eleva l'opera d'arte ad un pregiato oggetto morbido nelle sfumature del grigio e luminoso nei toni chiari. Mi pare di correre indietro con la memoria a riprendere le antiche puntesecche dalla cui incisione scaturivano barbe che rendevano la grafica dell'ottocento morbida, elegante e raffinata, senza eguali: partendo dalla soluzione grafica trascorsa, Elio Pastore compie un'ascesa smisurata, altamente evolutiva nell'unicità che ogni incisione laser detiene.
Non esiste puro decorativismo nell'arte dell'artista piemontese, universalità, adeguamento con i tempi piuttosto. Spesso si cerca di individuare la genialità artistica nelle tradizionali opere d'arte e nell'unicità che esse dovrebbero detenere, mi permetto di smitizzare ciò scoprendo che l'arte in questione è 'un'arte in cammino', come lo studio degli scienziati. Analizzando l'origine dell'universo attraverso linee ondulate che si susseguono e si intersecano, l'artista crea un movimento all'interno dei suoi quadri che chiamerei 'filler', perché al colore base si aggiungono sempre nuovi elementi in un gioco, che è poi l'origine del mondo, che potrebbe essere infinito.
L'arte è sempre figlia dei suoi tempi e a seconda di chi vive e racconta il suo tempo si crea una storia diversa, sensibilizzata e rara. La sperimentazione del computer in campo artistico inizia sul finire degli anni Sessanta trovando posto nella computer grafica, ma alla grande evoluzione si assiste nel Novecento, con la diffusione di programmi che hanno emesso i mixed media, la contaminazione tra pittura, fotografia, cinema, video.
Ritengo fermamente che Elio Pastore abbia determinato un ulteriore passo avanti nel ventunesimo secolo introducendo un'arte dinamica e atipica, proprio perché non estrapolata da nessun contesto ed eseguita secondo l'idea posta direttamente al computer identificando un movimento musicale e matematico insieme, sviluppando un flusso ritmico che comprende anche il tempo.

Dalla presentazione della mostra "Liberarte" (Barletta, maggio 2006)

Quando si parla di libertà nell'arte non si può escludere la digital art o computer art che con le sue forme d'arte immagazzinate su un computer in forma digitale determina soluzioni maestose e prestigiose come quelle di Elio Pastore.
L'uomo di oggi si avvale quotidianamente della scienza tecnologica; con la scelta dell'arte frattale di Pastore si intende ricreare uno spazio interamente dedicato all'uomo, al fine di consentirgli di recepire correttamente la progressiva integrazione della tecnologia nell'opera d'arte: mezzo per favorire l'instaurarsi di nuovi processi comunicativi e culturali.
L'esposizione diviene uno strumento con il quale lanciare un messaggio: l'arte digitale, prima che un'interazione tra uomo e macchina, è un'interazione tra uomo e uomo attraverso la macchina.

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   Francesco Lodola

Dal "Corriere dell'arte" (gennaio 2010)
Le dinamiche dei grafismi digitali di Pastore, ora "riversate" in tecnica mista su tela, ora su lastra di alluminio con incisione laser, sono galassie e nebulose, linee cinetiche e loro insiemi che, a dispetto della loro natura "programmata", danno vita a una metamorfosi fresca, sensuale e sinuosa dell'emozione: dove consonanze surreali e simbolistiche incontrano esiti di matrice più decisamente astratta.

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   Roberto Roda

Commento all'opera "Remembering Patagonia", dal catalogo della mostra "Eredità del simbolismo - Mitologie, etnografie, esoterismi" (GAM Cento, maggio 2007), Editoriale Sometti, Mantova 2007

'Remembering Patagonia'Cosa succede se Lara Croft, eroina dei videogiochi che deve le sue procaci forme alla grafica tridimensionale digitale, viene chiamata ad interpretare le dee della montagna, le figlie dei ghiacci e delle nevi immaginate dai Simbolisti? Cosa succede se Lara si spoglia delle sue tutine, abbandona le sue rivoltelle e si sostituisce alla Terra dormiente immaginata agli inizi del Novecento da Evelyn de Morgan (1855-1919) o alle Foschìe delle montagne rese in procaci forme verso il 1912 da Herbert Draper (1864-1920), oppure si assiede fra le nevi d'alta quota come la protagonista di un celebre dipinto di Edward Robert Hughes (1849-1914)? Questo deve aver pensato il piemontese Elio Stefano Pastore, fotografo-pittore digitale aduso a riconsiderare l'arte del passato attraverso il computer.
In tranquilla contemplazione di un gelido paesaggio patagonico, la sedicente Lara si lascia a sua volta contemplare e concupire dai nostri occhi moderni.
Se siamo alla ricerca di una prova che il Simbolismo e più in generale l'arte fantastica dell'Ottocento ha alimentato i sogni dell'attuale illustrazione pulp e fantasy, Pastore ce la fornisce. Davanti agli occhi della nuda fanciulla tranquillamente seduta sul ghiaccio, non scivolano solo i ricordi simbolisti, ma anche quelli di tanti maestri dell'illustrazione anglosassone e americana capaci di far sognare esotiche avventure a intere generazioni di lettori del Novecento, proprio rifacendosi alla lezione del simbolismo liberty: da Maxfield Parrish ad Alex Raymond, da Frank Frazetta a Barry Windsor-Smith.

  Elisa Bergamino

Testo critico (novembre 2005)
Elio Pastore dialoga con le nuove tecnologie per creare universi mentali. Lo fa con l'esperienza e il gusto di chi ha da sempre frequentato l'arte tradizionale, per poi intraprendere un cammino personalissimo e audace.
L'arte 'virtuale' che nasce dallo schermo di un computer, con la manipolazione di programmi e immagini, altro non è che l'espressione contemporanea, probabilmente futura, della nuova artigianalità del pittore.
Ci si può chiedere se in tale contesto creativo il soggetto, il contenuto dell'opera non venga completamente o in gran parte soppiantato dallo strumento e dal suo utilizzo. Effettivamente, il costruire artificialmente un'immagine attraverso la tastiera, il mouse e il pc può portare l'autore a risultati inattesi, a intravedere più nel processo di formazione dell'immagine che nell'idea che ne sta alla base il fulcro della sua attività. E' una forma di elaborazione del contenuto che quasi sostituisce il soggetto stesso.
In Elio Pastore, però, la digital art è anche strumento per definire l'originalità del proprio universo fantastico, per raccontare favole che nascondono, dietro alla facciata della storia, simboli e metafore, insegnamenti e valori universali. Come in un racconto, in una parabola, dal particolare si definisce l'universale e viceversa: questa è anche la struttura dell'arte cosiddetta 'frattale', sempre diversa nella struttura, unica e irripetibile, seppur infinitamente reiterata come nella moltitudine dei fiocchi di neve, dell'ammasso cosmico delle galassie, della formazione e dissoluzione casuale delle nuvole.
C'è un po' di Pop Art, in questo utilizzo dell'immagine moltiplicata, ma l'arte di Pastore va ovviamente al di là del concetto di denuncia consumistica su cui si fondavano l'opera e il pensiero di Andy Warhol, per raggiungere e definire un nuovo metro estetico e stilistico in cui le forme, i colori, le linee che definiscono lo spazio si susseguono, ripetono, rincorrono in vortici immaginifici e caleidoscopici.
Pur mantenendo in nuce, in ogni sua opera, un che di figurativo, un rimando alla realtà, l'aspetto più maturo della personalità di Pastore è la contaminazione fra generi, una sorta di globalizzazione creativa dove l'unicità si sposa all'universalità. Dalla fotografia, alla pittura tradizionale, dal disegno all'arte virtuale, dalle elaborazioni elettroniche alle sperimentazioni tradizionali, Pastore ha saputo trovare un punto di equilibrio su cui far ruotare i suoi pensieri, dando origine a mondi surreali e onirici, ma anche perfettamente reali perché scaturiti da un autentico amore per l'arte e per il bello.
"L'unico modo per fare esperienze che non è possibile fare concretamente è attraverso l'arte e la letteratura", diceva Aleksandr Solzenitsyn, e forse è proprio tale speranza, tale illusione a spingere gli artisti a confrontarsi con le 'alterità' dell'esistenza.

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  Marilina Di Cataldo

Dal "Corriere dell'arte" (gennaio 2007)
Elio Pastore accosta alle immagini astratte computerizzate una ricerca manuale e formale che crea una dimensione cosmica ed astratta ma nello stesso tempo individuale e realissima.

Dalla presentazione della mostra "Diverse prospettive" (Torino - novembre 2006)
Elio Pastore utilizza come strumento di lavoro il computer con il quale crea nuove realtà. Partito da un discorso fotografico e passato attraverso l'estrema astrazione dell'elaborazione delle immagini frattali, l'artista lavora nelle ultime opere su due campi: da una parte riprende il figurativo ed invade il campo del metafisico mentre dall'altra si sofferma ancora sulle immagini astratte date dal computer, ma poi aggiunge manualmente un particolare dipinto in maniera quasi iperrealista. L'indagine, seppure su fronti diversi, tende a proporre una dimensione che va oltre la semplice considerazione dei dati reali, dove il tempo e lo spazio perdono i loro connotati legittimi.

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  Antonio Lo Campo

Dalla presentazione della mostra "Etere - Quintessenza nell'arte" (Chieri, aprile 2007)
Elio Pastore è un tipico esempio di artista con visione moderna. E nelle sue opere spiccano, tra gli altri, i frattali, quelle spettacolari forme che possono apparire come una realtà artistica, ma che invece derivano da scienza pura e matematica.
Pastore ha un eccellente percorso artistico, che lo ha portato ad esporre in alcune tra le migliori gallerie a livello regionale e nazionale. (...) Le sue opere sono una carica di emozioni, colori ed intensità che per una volta mettono d'amore e d'accordo, senza discussioni, arte e tecnologia.

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  Micaela Savant Aleina

Dalla presentazione della mostra "Il fuoco di Prometeo" (Lanzo Torinese, luglio 2006)
L'arte di Elio Pastore scaturisce da un'insoddisfazione, dall'esigenza di avvicinare la realtà visiva ad una realtà ideale. E' lo scarto evidente e marcato che si avverte tra ideale e reale, a spingerlo ad esplorare tecniche di realizzazione in cui l'ausilio del computer è indispensabile.
I soggetti trattati sconfinano nell'arte classica, nella ricerca spirituale, nel travaglio esistenziale e si rivestono di una luce nuova, rielaborata, una luce che l'artista trae dalla sua tormentata ricerca di tecniche e di soluzioni. Ad un occhio esterno quella luce assomiglia ad un bagliore e produce l'effetto di sollecitare domande e risposte, le quali trovano una sede solo nell'intimità della natura e dell'uomo.

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  Anna Maria Bonavoglia

Da "Italia Arte" (marzo 2006)
E' attenta la ricerca di Elio Pastore, che si esprime in una "lingua" che si sta evolvendo in una sorta di "koiné" del popolo che usa il computer, esigendo la perfezione digitale dei pixel.

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  Chiara Acqua

Da "Arte e dintorni" (febbraio 2005)
La ricerca di Elio Pastore, partita da una lunga esperienza come reporter fotografico e documentarista di viaggi, lo vede oggi impegnato in un viaggio decisamente più astratto all'interno dell'elaboratore e dei sistemi geometrici e matematici detti frattali. Attraverso l'elaborazione di questi "oggetti" Pastore cerca di mettere sul supporto le sue emozioni.
Ad un certo punto, infatti, dopo aver ritratto la realtà così com'era mediante l'obiettivo fotografico, ha avuto la necessità di ribaltare completamente il discorso e di dare la priorità non tanto alla visione, quanto all'emozione, al sentimento che la realtà che catturava il suo occhio gli comunicava.
Nelle sue opere, quindi, non è importante l'immagine, ma quello che essa suscita.
Pertanto si possono osservare sia velocemente, ed esserne catturati perché rimandano immediatamente a qualcosa che ci stimola un ricordo, un'emozione, un odore e chissà che altro, sia con più ponderazione perché solo grazie a un momento di attesa e di lenta lettura il profondo può emergere.

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  Carlo Palladino

Dal "Corriere dell'arte" (febbraio 2005)
Elio Pastore giunge agli attuali lavori da un rifiuto graduale della visione oggettiva. Fotografo e reporter per lungo tempo, ha pian piano abbandonato la macchina fotografica per dedicarsi a una ricerca più tecnologica dell'elaborazione dell'immagine, dapprima partendo dai suoi stessi scatti che venivano trasformati pittoricamente e poi, grazie soprattutto all'evoluzione della tecnica, cominciando completamente da zero e creando direttamente col computer le sue composizioni.
Nel 2000 comincia a studiare i frattali, che gli aprono un immenso scenario immaginativo. Queste figure geometriche, la cui ripetizione continua non significa solo mera moltiplicazione ma applicazione di nuove regole del caso, dà vita a un mondo in cui il casuale delle forme deve sottoporsi all'emozione dell'autore, che la rende allo spettatore.
La prima cosa che interessa Pastore, infatti, è quella di cercare di trasmettere a chi guarda le sue opere la sensazione che lui ha provato guardando un paesaggio, ascoltando una musica o anche, più semplicemente vivendo la vita quotidiana, con le sue ansie e le sue gioie.
Astrazione, dunque, in una riuscita sintesi in cui l'artista riesce a coniugare insieme i principi del dinamismo virtuale consentitogli dal computer e quello di una stasi iniziale dovuta alla sua riflessione sull'opera.

  Simone Fappanni

Testo critico (gennaio 2004)
La pittura di Elio Pastore si nutre di una matericità preziosa e audace; preziosa in quanto è definita da cromie intense e da volumi ben equilibrati, audace perché risulta in grado di spaziare agilmente da composizioni di impostazione tradizionale, rivisitate però, con grande estro, come la luminosa "Natura morta con bottiglie" del 2000, ad altre, che lambiscono misure quasi astratte: è il caso, a titolo esemplificativo, di "The Cutting Edge", lavoro eseguito nel 2003. Estro e fantasia ci sembrano dunque caratteristiche peculiari di questo valente artista.

  Marcello Castellana

Presentazione della mostra personale "Solcando gli arcobaleni di carta" (Buttigliera Alta, aprile 2002)
Elio Pastore, come ogni artista, mente.
Mente con la sincerità di chi crea, perchè non dipinge ma crea: questa è la locomotiva trainante che lo ha portato alla scelta dell'arte frattale.
L'arte frattale, checché se ne voglia dire, è arte strettamente figurativa e per Elio Pastore l'arte figurativa diventa di necessità frattale nei termini in cui la frattalità è l'intero, l'universale e quindi anche il particolare, il più piccolo particolare.
"Il bosco virtuale" non è un bosco, come "Le code del drago" non sono in senso stretto nulla: oppure sono un riflesso dell' "Isola delle maree": un piccolo, infinitamente piccolo, spruzzo della schiuma della marea.
La frattalità, che diviene nelle serie a tiratura limitata frattalismo, è una lente che ingrandisce e rimpicciolisce secondo la volontà del creatore, che può ricombinare ogni volta la materia (omni)-presente.
Niente impedisce che la donna della finestra sia affacciata alla fine dei portici, ma quante volte guarderà da quella finestra? Forse un unico lungo tempo - perché "L'attesa" è un esemplare unico su tela - oppure venti brevi momenti, cioè quanti sono gli esemplari stampati dei portici.
Perchè frattale deve essere unico e seriale.
Unico perché la forma è sempre unica, irripetibile, immobile nella breve magia della creazione, l'immobilità (l'immobilismo, l'inanità?) della fotografia, come erano immobili le vedute dall'antenna radio di Berlino di Lazlo Moholy-Nagy.
Seriale perché ogni forma non è mai se stessa, ma un esempio parossistico della ripetizione naturale di ogni cosa: della marea, del bosco, dell'attesa, del ritratto, delle barche, del cielo, della campagna terrazzata.
Quindi torniamo all'assunto iniziale: Elio Pastore mente.
La bambina con il cerchio di De Chirico è unica come la giraffa in fiamme di Dalì, mentre le opere di Elio Pastore sono un'unica opera che si ripete infinite volte da diverse angolazioni (come i "tori" e le "tauromachie" picassiane) sotto la lente che prima citavamo, perchè la realtà frattale è un unico esempio di se stessa.
Da ciò la magia di ogni opera, qualunque sia il supporto su cui viene impressa l'immagine, che permette di vedere tutte le altre in un'alchimia posata e attenta, una citazione di un trattato antico e mai scritto.

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  Davide Chiarbonello

Da "Luna nuova" (aprile 2002)
Il computer si trasforma da utensile di lavoro nel pennello, nello scalpello con cui modellare la kora, la creta primordiale che il mondo reale fornisce all'artista, dandogli le potenzialità del demiurgo creatore di un universo. (...) Universo che, dalla virtualità della fantasia e dell'emozione, passa alla virtualità dello schermo per venire, infine, alla luce sotto forma di palpabili e impattanti solchi di colore nella carta.

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  Massimo Condolo

Filo conduttore delle opere di Elio Pastore sembra la ricerca di una dimensione ideale ed atemporale in cui collocare la visione. L'artista, che non di rado utilizza la macchina fotografica come strumento precognitivo del suo soggetto, lo decontestualizza ponendolo in un ambiente in cui il tempo sembra non scorrere.

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  Tiscali Arte

Dalla scheda personale dell'autore sul sito Tiscali Arte (2000)
Ipnotici giochi di colore, ottenuti grazie alle potenzialità della computer art, sortiscono effetti ora puramente optical, ora in grado di ricreare la calda suggestione dell'impasto cromatico delle tinte in una tavolozza.

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  Sara Peirone

Dal "Corriere di Rivoli" (1999)
Nelle opere di Elio Pastore si trova un mondo atemporale, magico e poetico che crea immagini pittoriche grazie all'elaborazione grafica della computer art, dove la poesia dell'immagine di una vecchia che sale le scale di un antico borgo si tramuta in espressione artistica ed evoca l'uso dell'acquerello e di altre tecniche pittoriche.

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  Giampiero Frasca

Dalla presentazione della mostra "Rami e radici" (Grugliasco, ottobre 1997)
La realtà si rispecchia in se stessa, negandosi nelle sue generalità precipue, negli universi e volti ideali creati elettronicamente da Elio Pastore. (...) Il risultato è la non referenzializzazione del reale, che viene filtrato, modificato, annullato e ricondotto alla propria visione del mondo.

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  Anna Maria Sarno

Dalla presentazione della mostra "Incontro con le arti" (Torino, dicembre 1994)
Elio Pastore utilizza il computer per ottenere immagini perfette di cortili, portoni, pareti di case, sottoportici e cancellate. Due barche sostano vicine su un'acqua lucida di ombre a rappresentare forse la nostra eterna solitudine, presente anche quando siamo in due.
La pulizia formale delle immagini è il risultato di una continua ricerca e di un'analisi introspettiva profonda: desiderio di perfezione, dunque, ma anche di eleganza. In un mondo caotico e pieno di volgarità le immagini prodotte dal computer risplendono come un messaggio di speranza che si perde nell'attesa.